FRONTINO - Regione MARCHE Gusta l'Arancione - Itinerari Enogastronomici e Turistici di Qualità

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FRONTINO

Comuni e Mappe > Comuni della Regione Marche
Ufficio Turistico
Corso Giovanni XXIII, 3
61021 Frontino (PU)
Italy
Tel.: +(39) 0722.71131
Fax: +(39) 0722.71342
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comune.frontino@provincia.ps.it
Referente
Roberta RAGGI
Tel.: +(39) 0722.71131-1
Mob.: +(39) 338.4720245
comune.frontino@provincia.ps.it

s.l.m. m.519.00

43° 45′ 52.31″ N

12° 22′ 40.55″ E

MUNICIPIO
Corso Giovanni XXIII, 3
61021 Frontino (PU)
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FRONTINO (PU)

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Mappa "Frontino"

NOTIZIE

FRONTINO, Comune delle Marche, il più piccolo della Provincia di Pesaro e Urbino. Fa parte della Comunità Montana del Montefeltro e del Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello. Il suo territorio si eleva da una quota di 400 m. s.l.m. fino a circa 1.000. Al cospetto del Monte di Carpegna, si impone per la sua caratteristica pittoresca, mentre lo sguardo si perde in un fluttuare di colli e crinali all’infinito. Le sue origini sono antiche, risalgono al periodo preistorico e romano, come si evince dai resti archeologici dell’Alta Valle del Pisaurus (Foglia) e affluenti, in località Camarchino, Linara, Casa Nuova, Castellaro. Le aree circostanti il Capoluogo, inserite in un grande latifondo “Frigino”, erano caratterizzate dall’esistenza di numerose torri (Ponte Vecchio, Cà di Luca, Torrito, Casa Nuova, ecc.) e di Chiese, quali Santa Maria in Frigino, Santa Croce, San Pietro, Sant’Angelo di Linara, San Bartolo o Bartolomeo di Castiglione, oltre a quella del Convento di San Francesco di Montefiorentino, del Monastero di San Girolamo già Chiesa di Santa Maria delle Grazie o San Cristoforo “di Legio”, e di San Paolo nel Capoluogo. Le origini del Castello di Frontino risalgono con tutta probabilità al 1100 (Concordato di Worms – 1122). Fu inserito nella Provincia ecclesiastica della Massa Trabaria fino al 1376, tanto che fu denominato Frontino di Massa. Intensa e travagliata fu la storia di questo Castello di frontiera, conteso fra i Malatesta di Rimini e i Duchi di Montefeltro, cui Frontino rimase sempre fedele. Storico fu il fallito tentativo, risalente al 1451, in cui i Frontinesi respinsero l’assalto di Sigismondo Malatesta, come memorabile fu la vittoria del 1522 su Giovanni dei Medici, detto delle Bande Nere. Frontino, un tempo solitario e battagliero castello di confine del Montefeltro, è ai piedi del Sasso Simone e Simoncello, a due passi dalla Massa Trabaria. Protetto alle spalle dal monte Carpegna, Frontino guarda la valle del fiume Mutino, le cui pietre lastricano le sue strade interne. Le stesse pietre con cui sono state erette bellissime torri, le mura castellane, la fontana di Franco Assetto, il grande artista, che ha molto amato Frontino, tanto da lasciare le sue opere al Museo, che prende nome dallo stesso. Il rigore e il candore del luogo si sposano all’aria fresca e al silenzio della montagna, animato solo dal fruscio di grandi querce secolari, come ricordava Carlo Bo, che qui ha voluto il Premio Nazionale di Cultura Frontino-Montefeltro. Preziose opere d'arte del Barocci, del Santi, del Vivarini, di Simone Ferrucci e altre, espresse in pittura, intarsio, architettura, si possono qui ammirare. Il Convento francescano di Montefiorentino, con la Cappella Oliva, gioiello e scrigno del rinascimento; l'Eremo di San Girolamo, il Palazzo Vandini con sotterraneo a volta a crocera, anticamente collegato da un camminamento-galleria al Mulino d'acqua trecentesco, che riforniva di farina e pane il castello. Queste antiche strutture sono oggi in gran parte adibite a suggestive dimore ricettive, idonee ad accogliere turisti. E’ il risultato di non poche fatiche, passate e presenti, ancora oggi queste campagne, contraddistinte da ripidi pendii e massi di calcare, ci danno cereali, farine e carni genuine, erbe aromatiche e officinali; frutti di antiche specie. Terra da sogno di saperi e sapori, legati alla tradizione, oralmente trasmessa da lontani tempi. Bellissimi scorci panoramici, vista su un orizzonte senza fine, sui monti della Luna, del Nerone, del Catria, dello Strega, del San Vicino, ma anche su piccole valli e borghi, che sono un incanto: suggeriamo di conoscerli a fondo. Frontino oggi è una località turistica molto ambita. Gli antichi complessi restaurati sono stati destinati quasi tutti a luoghi di ferie e ristorazione. Frontino è per popolazione il più piccolo Comune della Provincia di Pesaro e Urbino, è l’Antico Castrum Frontini, forse di derivazione romana, è ricordato nel diploma di Ottone IV del 7 Ottobre 1209. Subì diverse vicessitudini nella sua storia. Nel 1305 divenne dominio del Castel Durante e quindi Della Fagiola, poi nel 1355 restituito alla Santa Sede quando i Frontinesi giurarono fedeltà nelle mani del cardinale E. Albornoz. Nel 1440 apparteneva ad Antonio di Montefeltro e quindi a Federico, Conte poi Duca di Urbino. Nel 1522 il Castello, sotto la guida del Capitano Vandini, sostenne vittoriosamente l’assedio dei Fiorentini al comando di Giovanni Delle Bande Nere. Frontino rimase poi sempre fedele al Ducato dei Montefeltro. Il territorio del Comune si eleva da una quota di 500 a 1000 s.l.m..

DA VEDERE

Le sue emergenze culturali da visitare sono il centro storico del Capoluogo (Castello), il Convento francescano di Montefiorentino, il Mulino di Ponte Vecchio e il Monastero di San Girolamo. Interessanti sono inoltre antichi casolari sparsi nelle campagne. Il CASTELLO DI FRONTINO è arroccato su uno sperone che domina il Torrente e la suggestiva Valle del Mutino. Arrivando sembra di entrare in un salotto, antico s’intende, le strade, le piazze sono lastricate di ciottoli del Mutino, fiori e piante lungo le case a schiera, tutto è pulito e lucido fino agli angoli più riposti. Le torri e la possente cinta muraria ricordano le origini di questo battagliero Castello, sentinella avanzata dei Montefeltro. Un silenzio, un’aria leggera, lo stormire di querce secolari creano sottili sensazioni di una realtà diversa, quasi fantastica, che rigenera nuove energie e rinfranca lo spirito. Un vero Paese dell’anima, scelto da Carlo Bo, il mitico Rettore dell’Università degli Studi di Urbino, come luogo di incontri e di amicizia. Qui nel 1981 fondò il Premio Nazionale di Cultura “Frontino – Montefeltro”, manifestazione prestigiosa, che ogni anno ospita personaggi famosi e giovani per assegnare ai vincitori un ambito riconoscimento presso il Complesso Monumentale di Montefiorentino, nella penultima domenica di Settembre. Frontino ha la sua Torre civica, sentinella del Capoluogo e del Palazzo comunale, più avanti il Torrione, a presidio delle mura castellane, ricorda il Medioevo e gli assalti dei potenti vicini, sempre respinti dai valorosi abitanti del Castello. Il Palazzo Vandini richiama l’attenzione del visitatore all’Umanesimo e al Rinascimento: nobile Palazzo oggi utilizzato come raffinata struttura turistica, con sale finemente arredate, ristorante e albergo con 20 camere con vista su scorci di natura incontaminata. Dagli scantinati dell’edificio quattrocentesco partiva un camminamento sotterraneo che conduceva al Mulino sottostante il Paese. Un tocco di contemporaneità è dato dalla Fontana, scultura d’acqua di Franco Assetto, dedicata al Maestro elementare e a Caterina Remies Forlani, simbolica figura d’insegnante del luogo. Il Museo Assetto, che è anche sede della Biblioteca comunale, contiene una raccolta monografica di opere d’arte dello stesso autore, donate al Comune di Frontino. Molte di queste appartengono al periodo surrealista, ma l’artista, dotato di grande fantasia e attivismo giunge anche ad espressioni di tipo iperrealista, con varie testimonianze presenti nel Museo. Nella Chiesa parrocchiale, intitolata ai Santi Pietro e Paolo, è esposta, tra l’altro, la tela della Scuola di Federico Barocci, il pittore urbinate più importante dopo Raffaello, rappresentante Madonna con Bambino e Santi Ubaldo e Francesco e il piccolo Federico Ubaldo della Rovere (1610). Una tela rappresentante la Crocefissione e i Santi Pietro, Giuseppe, Antonio da Padova e Paolo (1616) è collocata dietro l’altare maggiore. Fresche miniature dipinte su piccole tavole del fonte battesimale sono state recentemente scoperte e restaurate. Il CONVENTO DI MONTEFIORENTINO risale per tradizione al suo fondatore San Francesco (1213). Una bolla papale del 1248 concede indulgenze ai fedeli, che contribuiscono al suo restauro. E’ uno dei Conventi più grandi delle Marche, con ampi spazi interni e oltre 10 ettari di terreno, adibiti a parco e area sportiva. La sua struttura, ubicata su un poggio ameno e suggestivo, circondato da verde, ha subito nei corsi dei secoli restauri e ampliamenti, specie nel 1600. Appartiene alla Chiesa di Montefiorentino il Polittico di Alvise Vivarini (1475), oggi esposto presso la Galleria Nazionale d’arte a Urbino. La Cappella dei Conti Oliva, costruita nel 1484, per commissione del Conte Carlo Oliva, è il fiore all’occhiello del Comune di Frontino, meta obbligata dei cultori d’arte, è attribuita a Francesco De Simone Ferrucci da Fiesole. Entrando nella chiesa, appare sulla destra in una luce soffusa e colpisce per il suo linguaggio raffinato e rigoroso che riporta al gusto degli artisti toscani. E’ un’opera di grande purezza rinascimentale per le linee architettoniche, per i sarcofagi marmorei finemente scolpiti. Bellissimi i due inginocchiatoi intarsiati, realizzati da Maestro Zocchino (1493), che richiamano lo studiolo del Duca di Urbino. La Pala d’altare su tavola, una delle opere più riuscite di Giovanni Santi, padre di Raffaello, rappresenta la Madonna col Bambino e i Santi Giorgio, Francesco, Antonio Abate e Girolamo (1489). Sono ivi conservati anche un affresco con Sant’Antonio Abate, attribuito a Evangelista da Piandimeleto, e un antico organo, un coro in noce seicentesco e altri dipinti minori. Il piano terra del Convento racchiude il Chiostro ed è strutturato in varie sale con volte a tutto sesto o a crociera. Presso il Convento è collocata anche una raccolta di vari dipinti e antichi testi graduali e antifonari a stampa. Il MULINO DI PONTE VECCHIO. Prima di salire al paese di Frontino, sulla destra si trova un antico complesso molitorio, che era al servizio del Castello e della zona. Singolare perchè dotato, unico nella Provincia, di Torre di guardia e difesa. Restaurato recentemente, è costituito da molti locali e bottaccio per la riserva d’acqua. Sono attivi due apparati molitori con vecchie macine in pietra e relativa attrezzatura, azionati a energia elettrica. In un altro locale è in funzione un antico impianto molitorio azionato ad acqua, come nella tradizione, per scopi didattici. Una serie di 21 pannelli illustrano la storia del pane e dell’arte molitoria, che trasformava il grano in farina. Presso tale complesso è in allestimento il Museo che raccoglie attrezzature e utensili dell’antica attività artigiana e agricola. All’interno del Mulino potrà trovare posto anche una raccolta di documenti relativi ai Mulini esistenti nel territorio della Provincia di Pesaro e Urbino e delle Marche. Inoltre si pensa ad un vero censimento storico con dati, informazioni archivistiche, testi, documentazione fotografica di mulini ad acqua. In occasione delle visite scolastiche e turistiche potranno essere previsti dibattiti e proiezioni di diapositive e filmati di settore. Presso il Mulino sarà organizzata, nel locale più spazioso, una esposizione di prodotti tipici del Montefeltro e delle Marche con possibilità di assaggio e vendita, a servizio del turismo. Per potenziare tutte le iniziative descritte sono in corso contatti con le associazioni dei panificatori, dell’Istituto sperimentale della cerealicultura e con le organizzazioni preposte al rilancio dei prodotti tipici. MONASTERO DI SAN GIROLAMO Fu eretto nel 1500 da Don Ghisello, appartenente all’illustre famiglia dei Vandini, per concessione del Vescovo di Montefeltro Luca Melini, e anche con il successivo sostegno dei Duchi di Urbino. Luogo suggestivo, circondato da querce secolari, il Monastero è stato recentemente restaurato dal Comune, che ne è proprietario. Oggi appare come un’oasi tranquilla, uno scrigno riservato per i turisti, che vogliono soggiornare e trovare una ristorazione di qualità. E’ costituito da Chiesa, Convento e altra dipendenza di servizio. La Chiesa ad un’unica navata contiene cantoria e organo. La Pala dell’altare maggiore su tela, dipinta da Bernardino da Longiano (1560), raffigura la Madonna con Angeli, Bambino e Santi Girolamo e Giovanni Battista. Affreschi nelle pareti rappresentano Santa Maria Maddalena. Santa Lucia, un Trittico con Madonna, Bambino e Santi Antonio Abate e Stefano, Crocefisso e Santi, una tela con Madonna, Bambino e Santi contornata da piccoli riquadri, che descrivono scene di vita evangelica. Nel Refettorio un popolare, ma suggestivo affresco con l’Ultima Cena orna la parete di fondo. Nel piano superiore del Monastero sono conservate le antiche celle dei monaci. Oggi San Girolamo è destinato al turismo e la struttura nel suo insieme soddisfa le richieste più esigenti di una clientela in cerca di luoghi particolarmente pregevoli sotto l’aspetto ambientale e culturale.

DA GUSTARE

Prodotti da forno biologici; latte fresco e prodotti caseari; carne bovina; tartufo nero.

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